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L’Universo, l’Energia e la compensazione Lunare

04 dic

L’universo e l’energia

Da diversi anni si parla, spesso a sproposito e con molta superficialità, di energia creando non poca confusione e purtroppo infondendo molte speranze in chi non gode più perfetta salute.

Si é constatato che un’alta percentuale di persone non ha ben compreso il vero e reale concetto di energia, tanto che molte di esse si recano in India sperando di ritrovare quella pace interiore perduta, attraverso filosofie del lontano Oriente ed in energie che considerano sconosciute a noi occidentali.

In realtà personaggi quali Aristotele, Eraclito, Talete, Anassimandro, Empedocle, Pitagora, lppocrate, per citare la Grecia antica, ma pure Paracelso, nel medio evo, Mesmer, per giungere ai tempi moderni, hanno esposto il concetto di energia, proponendolo non come concetto filosofico, ma come un fatto reale, fisicamente dimostrabile ed accettato in parte dalla scienza ufficiale.

Pertanto si é ritenuto utile ed opportuno cercare di fare una sintetica cronistoria dei concetto di energia, orientale ed occidentale, dei secoli che ci hanno preceduti.

Possiamo concepire che elettricità e magnetismo, così come tutte le altre forme di energia riconosciute, siano forme di espressioni di energia vitale; una forza naturale che in ultima analisi é ciò che noi definiamo totalità di una visione complessiva dell’universo.

Questa visione complessiva é un campo universale di vibrazioni che crea armonia, ordine di integrazione: é pertanto un principio fondamentale di organizzazione dell’universo che si manifesta come anima nell’ambito spirituale e come sentimento o amore nel campo emozionale. Del resto l’anima viene spesso descritta come l’aspetto spirituale di questa totalità ed il suo agire come spirito nel nostro universo. Tutti questi concetti si basano su un’interpretazione di energia, cosicché lo spirito di una persona o di altre entità viene inteso come energia di una determinante e caratteristica frequenza vibrazionale. Infatti, in quasi tutte le culture degli antichi, ma anche nei tempi moderni, vi é il concetto di una forza universale che compenetra e pone in movimento tutte le cose.

I popoli preistorici pensavano che l’energia vitale dipendesse fortemente dal rapporto con gli elementi della natura, come il sole, la luna, il vento, l’acqua, ecc. e molti di questi aspetti della natura furono considerati, secondo la specie dei loro effetti, degli dei o demoni, i quali avevano un grande significato per la salute, per l’alimentazione, per i raccolti e per la stessa sopravvivenza.

Gli egiziani credettero in una originaria totalità o unità totalitaria che chiamavano Nun e che aveva effetto sulle energie cosmiche di nome Neterív, e quando lo stesso Nun volle darsi una definizione, originò il termine Atum, che significa l’UNO, il creatore di tutte le cose.

Secondo quanto tramandato dagli egiziani i movimenti della energia furono spiegati con il principio della polarità: così Osiris (il Nilo) fertilizzava lsis (la terra) originando cosí la vita. Le stesse piramidi erano poste dagli egiziani le in relazione con l’energia universale.

Pure il serpente, e non solo secondo gli egiziani, ma presso molte altre culture, era ed é il simbolo dell’energia vitale, in quanto ha la capacità di adattamento alle attività, mobilità e versatilità della stessa e che riunisce in sé la forza del bene e del male. Un serpente attorcigliato in un cerchio e che si morde la coda era la raffigurazione dell’unità totalitaria. Una delle più antiche testimonianze per la sistematica ricerca ed impiego dell’energia proviene dal lontano Oriente e soprattutto dalla Cina. I cinesi più antichi definivano l’energia vitale Ch’i (in Giappone Ki , in Korea Gi) come responsabile sia del funzionamento dei nostro corpo come del movimento degli astri. Ch’i é presente in tutto, anche nei movimenti che noi osserviamo nella natura, quali per esempio il vento. L’onnipresente corrente dell’energia in ogni forma e processo possiede due aspetti che si completano nel cielo e nella terra, e che nell’apparente opposizione originano ciò che noi definiamo armonia.

Uno di questi aspetti Yin sta per una qualità energetica che é associata con la luna, la terra, la notte, l’acqua, il freddo, la carica negativa, femminilità e movimento centripetale e che viene espresso con il simbolo X.

L’altro aspetto, Yang, l’analogia/conformitá, sta per sole, cielo, giorno, fuoco, secchezza, luce, carica positiva, mascolinità e forza centrifuga, e viene espresso con il simbolo Y.

Yin e Yang sono le due parti di una unità totalitaria e nessuno dei due aspetti può esistere senza l’altro.

Quanto detto si può biologicamente constatare se si considera che l’uomo e la donna possiedono sì ormoni del proprio sesso, ma pure, anche se in parti minime, quelli dell’altro sesso.

La compensazione lunare

Il tema del femminile lunare ha tracciato la storia mitologica e religiosa delle prime comunità complesse delineando simboli, rappresentazioni, raffigurazioni. Per l’uomo primitivo la luna era «simbolo dell’essenza genuina della donna nel suo contrasto con l’essenza dell’uomo».

La dualità luna-sole ha permesso di codificare i due aspetti della personalità umana: il maschile ed il femminile, l’Eros e il Logos, dove Eros rappresenta il principio di relazione psichica che guida la personalità conscia della donna, mentre nell’uomo è l’inconscio ad essere collegato con l’Eros ed il conscio segue la regola del Logos.
Similmente nelle culture orientali la dualità cosmica degli eventi viene espressa dall’alternanza ciclica dei due principi complementari formanti e discendenti dall’unità primigenia, principi di Yin e Yang per l’antica Cina, Ida e Pingala per l’India e così via.

Il principio femminile «si rivela come una forza cieca, feconda e crudele, creativa e piena di tenerezza, e distruttrice».

Nella nostra cultura occidentale il principio femminile è stato messo da parte, tanto che la nostra concezione del femminile è frutto di stereotipi culturali nati in seno ad una civiltà patriarcale che vede nel maschio forza e superiorità, e nella donna debolezza e inferiorità.

Le dee lunari, quasi a compensare tale lacuna, hanno costellato l’immaginario mitico-religioso delle culture indo-europee: da Cibele ad Astarte, Artemide, Ishtar, Iside, così come la Grande Madre (nel binomio luna-terra l’una generatrice, l’altra nutrice) è comune. Come archetipo collettivo esse rappresentano la duplicità degli aspetti: generazione-distruzione, nascita-morte, maternità-sessualità, sterilità-fecondità che si manifestano in un ciclico paradossale movimento.

Il tema del movimento ciclico non poteva non essere predominante nelle culture strettamente legate alla terra e alla sopravvivenza mediante un contatto stretto con la Natura in quanto Nutrice Cosmica. Da tale immagine scaturisce il calendario vitale legato al ritmo temporale di stagioni, mesi, settimane, ore: tutto riproduce in scala il macrocosmo nel microcosmo, tutta la vita viene racchiusa in un movimento spiraloide che nel suo ritorno al punto di partenza riproduce gli stessi eventi, ma connotati dalla diversità evolutiva dell’essere in un nuovo stadio ritualizzante i precedenti.

Il ciclico e costante rivivere gli stessi momenti topici di generazione-espansione-ritiro-distruzione, per ricominciare poi in un nuovo ciclo rigenerativo, dona ai membri della comunità la consapevolezza del ritorno del fertile dopo lo sterile, ma anche del bisogno di rendere solidale con la comunità la fase sterile, perché possa riportare frutto.

In tale contesto il calendario lunare è la migliore rappresentazione, il migliore punto di riferimento; e, nel gioco delle associazioni simboliche dal macro al microcosmo, la donna ne è la rappresentazione al livello umano.
Il legame luna-donna appare dunque evidente soprattutto in relazione al mistero del ciclo mestruale, del sangue che sgorga da nessuna ferita e che si manifesta e si ripresenta ogni ventotto giorni, esattamente come la luna.
Ma questa connessione è ancora più manifesta nel secondo mistero femminile: la gestazione e il parto, dove la donna si gonfia (esattamente come la luna) e genera una nuova vita umana.

La donna è portatrice dell’unico sangue capace di purificare, di rigenerare spontaneamente l’individuo ma anche la collettività.
Come un organismo unico, essa si muove storicamente e culturalmente con l’obbiettivo della sopravvivenza della propria specie, del proprio popolo. Pertanto ogni evento va necessariamente ricondotto in quel ciclo spiraloide di nascite e morti, di ritualizzazioni dei gesti creativi degli antenati o degli dei: il tutto per assicurare al collettivo nuova vita, rinascita, trasformazione della morte in qualcosa di eternamente riutilizzabile.
Diveniva dunque necessario creare un apparato rituale sufficiente a garantire che la sessualità fosse uno strumento utile alla comunità e non foriero di conflittualità interne.
Tale apparato rituale comporta momenti di iniziazione strettamente femminili, che assimilano i due misteri legati al sangue e li inseriscono in modo costruttivo all’interno del contesto collettivo: nulla è lasciato al caso.

In tutte le popolazioni la donna attraversava la sua iniziazione al femminile mediante percorsi universalmente simili: l’isolamento, il non toccare cibi o esseri in via di fermento-crescita, il non toccare terra o guardare il cielo, non avvicinarsi agli uomini e via dicendo.
La donna “sospesa tra cielo e terra”, argomenta Frazer: e non potrebbe essere altrimenti, sia dal punto di vista fisico (come accade nella Nuova Irlanda, dove le fanciulle in età puberale sono rinchiuse in gabbie sospese) sia come simbologia.

Nelle fisiologia tradizionali il trinomio cielo-uomo-terra rappresenta la sintesi della lettura cosmica della posizione umana sita, a differenza delle altre specie viventi, tra l’aspetto spirituale (cielo) e quello materiale (terra), tra i morti (le forze degli antenati, degli spiriti, degli dei) e i vivi (abitanti del livello fisico delle complesse cosmogonie primitive). Ma la donna, nel suo momento del sangue, non è più appartenente alla terra e neppure al cielo: è sita nel mezzo, risiede tra i vivi e i morti, tra le forze materiali e quelle sottili, e proprio per questo ne è tramite.
Essa può in qualche modo mediare con le forze superiori per ottenere dei benefici collettivi. Perché questo avvenga è necessario ritualizzare e sacralizzare il momento.

(fonte: dalla rete)

Conclusioni

Da quanto finora espresso, tratto ovviamente da ricerche sulla rete in merito alla figura femminile nel contesto universale, emerge a mio parere l’importanza della Donna nella vita dell’Uomo. Mi spiego meglio: in un cammino che porta alla ricerca interiore e al miglioramento di se stessi in correlazione con l’intero Universo (Universo inteso anche come “verso l’Uno”, unicità in contrapposizione al dualismo) – Universo dove tutto si compensa, come già spiegato precedentemente – la completezza dell’Uomo necessita di questa parte lunare della donna. L’amore tra i due unisce quindi i due mondi, maschile e femminile, creando un unico Universo dove tutto è perfetto.

 
2 Comments

Pubblicato da su 4 dicembre 2011 in gian

 

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2 risposte a L’Universo, l’Energia e la compensazione Lunare

  1. lucia

    14 giugno 2010 at 8:32 am

    Caro Giancarlo, ho passato un lungo periodo della mia vita ad occuparmi di “autoguarigione”, attraverso la sperimentazione personale e, successivamente, l’insegnamento. E’ un argomento articolato, che va ben spiegato e non limitato ad un unico corso di uno o più giorni, poichè può far nascere fraintendimenti e false illusioni. Quando una persona sperimenta la sofferenza, che sia fisica, mentale, di relazioni o in qualunque altra forma, l’unica cosa che desidera è “guarire”. Ed allora si mette alla ricerca di “qualcuno” o “qualcosa” che lo possa guarire: c’è chi si rivolge alla medicina convenzionale, chi a quella alternativa, chi ai “guaritori”. Io credo che nessuna di queste possibilità sia la “verità assoluta” e che tutte e tre possano coesistere in perfetta armonia. D’altronde, se mi rompo una gamba, dovrò necessariamente ingessarla se voglio poter continuare a camminare e mi aiuterò con la medecina alternativa e le tecniche di autoguarigione per poter accelerare la mia guarigione. Il problema, secondo me, è dare la giusta collocazione al corpo ed alla mente. E’ complicato pensare al corpo come ad uno strumento di apprendimento per la mente. Tuttavia esso è semplicemente parte della nostra esperienza nel mondo fisico e le sue capacità possono essere (e spesso lo sono) sopravvalutate. Il corpo è stato falsamente dotato di iniziativa propria e questo lo ha fatto diventare un ostacolo per la comprensione e l’apprendimento. Noi siamo responsabili di ciò che pensiamo e questi pensieri vengono proiettati nel mondo: attraverso il nostro corpo ci muoviamo nel mondo e ne facciamo esperienza. “Ciò che fai deriva da ciò che pensi” . La mente è molto potente e non perde mai la sua forza creativa: non dorme mai … crea in ogni istante! E non ci sono pensieri futili: qualsiasi pensiero produce una forma a qualche livello. Curiosità, determinazione, sperimentazione e fiducia sono gli ingredienti per andare in profondità nel mondo della crescita personale e spirituale. Questo vale anche per il “Meraviglioso Mondo Femminile” al quale, in questi ultimi tempi, sto dedicando buona parte della mia energia. Il primo passo verso la profonda comprensione, che io amo chiamare “spiritualità” è stato per me iniziare a pensare che “Ogni incontro è un incontro santo. Come vedrai lui così vedrai te stesso. Cosa dirai di lui così dirai di te stesso. Come penserai di lui così penserai di te stesso. Non dimenticarlo mai poichè in lui troverai o perderai te stesso” (UCIM) …. Grazie Giancarlo per avermi dato la possibilità di esprimere il mio punto di vista. Che Dio benedica ogni tuo passo. Con affetto sincero. Lucia – Light & Spiritual Coach

     

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